Realtà virtuale: prossima frontiera del giornalismo? Le storie diventano immersive

Come ogni anno, il WAN-IFRA (l’associazione mondiale dei giornali e degli editori) ha rilasciato il Trends in Newsroom, il documento che riassume quali sono le tendenze giornalistiche per l’anno in corso. Alla ricerca partecipano i direttori e gli editori delle più importanti testate del mondo. Per il 2015 sono state individuate nove innovazioni, tra cui l’applicazione della realtà virtuale al giornalismo, che è sicuramente quella più stimolante e affascinante. Le altre sono sono:

– la protezione delle fonti
– l’utilizzo dei robot nelle redazioni
– il confine etico tra informazione e propaganda dopo l’attentato alla sede di Charlie Hebdo
– la rivoluzione del podcasting
– l’utilizzo delle chat per diffondere i contenuti
– analytics sempre più precisi
– l’avvicinamento delle donne alle professioni tecnologiche
–  i migliori esempi di innovazione nelle piccole redazioni

La versione completa del rapporto è scaricabile qui, anche se è a pagamento. La realtà virtuale è una delle prossime frontiere del giornalismo. Tutto è iniziato quando lo scorso anno Mark Zuckerberg ha acquistato la Oculus Rift per 2 miliardi di dollari. L’interesse così sfacciato di Facebook ha alzato il velo su uno degli strumenti più innovativi del panorama tecnologico.

Diverse testate hanno già intrapreso questa strada. Uno dei primi esperimenti di contenuto giornalistico fruibile tramite realtà virtuale è stato Harvest Of Change del The Des Moines Registeruna testata della galassia Usa Today. Anche il New York Times ha accettato la sfida producendo Walking New York, un documentario sulla vita della città. Le Nazioni Unite in collaborazione con la Samsung hanno realizzato un reportage sui campi profughi siriani. Nonny de la Pena, una delle massime esperte di giornalismo immersivo, crede nell’applicazione immediata della realtà virtuale alle notizie. In un’intervista alla BBC ha dichiarato: “Questo settore seguirà lo sviluppo che è stato dei giornali, della radio e della tv perché connette gli umani tra di loro in un modo profondo”.

La possibilità di portare il lettore all’interno delle storie e fargliele vivere con un’esperienza unica, è sicuramente il fattore che più attira gli editori. La realtà virtuale permette di passare da un approccio al massimo interattivo con i contenuti a uno che tocca la nostra sfera sensoriale. Diverse startup americane stanno lavorando su come rendere scalabile l’applicazione di questa tecnologia al giornalismo e all’intrattenimento.

La Oculus Rift ha prodotto Henry, il primo cartone animato girato con la realtà virtuale.

Altre aziende come Jaunt si stanno concentrando sulla trasmissione di eventi musicali e sportivi. In un’intervista, il fondatore Jens Christensen ha dichiarato che “è stato creato un nuovo media. Grazie alla realtà virtuale una persona potrà essere dentro un disastro, una manifestazione o un evento sportivo. Tutto ciò comporta nuove sfide”. Sta per nascere un vero e proprio storytelling virtuale, che è un mondo di cui ancora non si conoscono le insidie, ma se ne ammirano le potenzialità.

La realtà virtuale funziona con una serie di telecamere montate su un supporto. In questo modo si realizza una registrazione a 360 gradi, resa poi fruibile, navigabile e interattiva grazie a delle applicazioni. Oltre agli esempi della Oculus Rift e di Jaunt, anche Google sta cercando di entrare in questo business. Con Jump e la Google Cardboard , l’azienda di Mountain View si sta concentrando soprattutto su come rendere scalabile questa tecnologia.  In particolare con la Cardboard, Google vuole rendere poco costosa la fabbricazione degli occhiali che servono a immergersi nella realtà virtuale. Proprio questo è un tema sul quale la Oculus sembra ancora indietro. La Cardboard infatti è fatta di cartone e  può essere costruita da chiunque.

Realtà virtuale

La tecnologia utilizzata dalla startup americana Jaunt

 

Un esempio di Google Cardboard

Un esempio di Google Cardboard

 

 

 

 

 

 

 

Altri esempi sono quelli di Microsoft, che con HoloLens sta sperimentando anche gli ologrammi. Grazie a degli occhiali speciali, la persona vedrà apparire davanti a sé oggetti, video, promemoria e molto altro. La realtà virtuale sarà sicuramente uno dei trend da tenere d’occhio nei prossimi anni.

 

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