Se il giornalismo deve ispirarsi al porno per salvarsi

C’è un’industria che con l’avvento di Internet non è andata in crisi, anzi ha iniziato a guadagnare sempre di più. È il porno, settore che un tempo si basava sulle vendite di videocassette e che ha saputo plasmare la rivoluzione digitale a proprio piacimento. Il porno non è stato travolto come i giornali: ha saputo adattarsi e reinventarsi. Ecco a cosa devono ispirarsi gli editori: più Playboy e meno gattini.

L’accostamento, naturalmente, è una provocazione. Ma lo spunto nasce da un recente studio condotto dalla Juniper Research, una società inglese specializzata nelle ricerche di mercato, sull’industria del porno. A parte i risultati in termini specifici, è interessante notare come i ricercatori abbiano scomposto i vari fattori che hanno contribuito al successo di queste aziende.

Alla ricerca di nuove fonti di guadagno a causa della circolazione gratuita dei film sul web, le case di produzione hanno iniziato a differenziare la propria attività. Da semplici produttori di film per adulti sono diventati piattaforme di intrattenimento.  La Juniper ha fatto notare come oggi le principali entrate arrivino dalle app per fare acquisti, dagli eventi, dalle sottoscrizioni e addirittura dai giochi. Non è forse tutto ciò di cui ha bisogno il giornalismo?

Juniper Research

Le fonti guadagno dell’industria del porno

Poche testate stanno cercando di fare lo stesso, con l’Italia che come al solito latita. Negli Stati Uniti è nato StoryTour, uno spin-off dell’AP che organizza eventi culturali alla scoperta di New York. Dal lato del coinvolgimento dei lettori è da segnalare Contributoria, una piattaforma creata dal Guardian in cui sono gli utenti a commissionare storie ai giornalisti. Che dire poi delle nuove forme di pubblicità: del native advertising. Buzzfeed ci ha costruito un impero. Questi sono solo alcuni esempi. Non si scopre nulla di nuovo a sostenere che i giornali hanno bisogno di rivoluzionare i loro modelli di business.  Se proprio non si riesce a trovare la quadra, magari potrebbe essere utile capire come funziona YouPorn.

Bonus track: Se siete appassionati del settore, l’analisi di DataMediaHub sull’industria del porno potrebbe cambiarvi la giornata

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